Un igiene totale con le scope a vapore

Avere una casa completamente pulita ed igienizzata è il sogno di tutte le casalinghe. Se guardate la tv, ascoltate la radio, accendete il computer o leggete una rivista verrete bombardate da mille diverse pubblicità su detersivi, scope, aspirapolvere, stracci e chi più ne ha più ne metta.

Senza dubbio, molti dei prodotti pubblicizzati hanno formule innovative che vi permettono di risparmiare tempo e fatica per ottenere un buon livello di pulizia, tuttavia, non c’è nulla come il vapore per assicurarvi di eliminare fino al 90% di acari e batteri con una sola passata.

Il potere del vapore

La scopa a vapore è un elettrodomestico relativamente recente che non tutti conoscono ancora bene. Va, perciò, precisato che la scopa a vapore non ha proprietà aspirative come un normale aspirapolvere o una scopa elettrica; la sua unica funzione è di generare un getto di vapore caldo che igienizzi le varie superfici.

Per questo motivo, la scopa elettrica dovrebbe essere usata solo dopo aver rimosso il grosso dello sporco. In commercio esistono anche apparecchi che hanno la doppia funzione (aspirare e igienizzare), ma sono generalmente più costosi e, purtroppo, non sempre affidabili.

Il scopa a vapore è un apparecchio indispensabile nelle case in cui vivono persone allergiche ad acari e polvere. In questi casi, una scopa che riesca a generare un getto di vapore con una forza compresa tra i 3 e i 5 Bar che raggiunga i 120 gradi di calore vi permetterà di far staccare i batteri da qualsiasi superficie e di creare un ambiente settico.

Non si rischia di rovinare i pavimenti?

Se in casa avete superfici delicate come il parquet o il marmo, questa domanda vi sarà sorta spontanea. Effettivamente, un getto di vapore troppo forte e intenso non è indicato per questo tipo di pavimenti perché potrebbero danneggiarsi, macchiarsi o rovinarsi anche irreparabilmente.

Per questo motivo, in commercio esistono modelli di scope a vapore con un getto di potenza e temperatura inferiore che vi permetteranno di ottenere un livello di pulizia e igienizzazione elevato senza rischiare di inumidire troppo i pavimenti.

Nel caso in cui le superfici dovessero restare bagnate dopo il passaggio della scopa a vapore, sarà sufficiente asciugarle con un panno se non si fossero asciugate entro cinque minuti. Come avrete capito, la scelta dei  pulitori a vapore dovrebbe essere dettata dalle esigenze personali di ognuno.

La potenza non è tutto, ci sono una serie di altre caratteristiche da tenere in considerazione in modo da poter procedere ad un acquisto azzeccato: la pressione, il calore, il consumo elettrico e il tipo di superfici che andrete a trattare. Se riuscirete a trovare un buon compromesso tra questi elementi, vedrete che sarete in grado di ottenere un livello di pulizia e igiene come mai prima.

Aerosol: rimedio classico ma efficace

E’ ormai noto che areosol sia uno dei metodi più efficaci e utilizzati per combattere e debellare malattie ed infiammazioni delle vie aeree come tosse, catarro, raffreddore e muco per citare i disturbi più comuni.

Quello che forse non tutti sanno, o danno per scontato, è il principio con cui l’aerosol agisce per combattere le infiammazioni. Questo apparecchio agisce nebulizzando (i.e. vaporizzando) il farmaco che, una volta ridotto in micro particelle riesce a raggiungere agevolmente anche le parti più periferiche dell’apparato respiratore.

Aerosol pneumatico o a ultrasuoni?

Esistono due modelli principali di aerosol: pneumatico e ad ultrasuoni. Il modello pneumatico è leggermente più lento e rumoroso (quindi tendenzialmente meno indicato per i bambini che finirebbero per annoiarsi ed esserne infastiditi) ma garantisce una nebulizzazione migliore anche dei farmaci più densi e corposi.

In questa categoria rientrano gli apparecchi a membrana (i più economici) e quelli a pistone. Gli areosol a pistone sono tra i più diffusi e le classiche ampolle di vetro sono state quasi interamente sostituite da recipienti in plastica – più resistenti, anti allergenici, e più facili da pulire e/o sostituire.

Per quanto riguarda gli areosol ad ultrasuoni, invece, possiamo affermare che questi apparecchi siano molto più comodi per trattare bambini o pazienti che tendono a non collaborare.

Sono, infatti, silenziosi e molto rapidi. Tuttavia, hanno più difficolta a nebulizzare farmaci densi – in particolare i cortisonici. Perciò, che è affetto da patologie più gravi, deve armarsi di pazienza e optare per un modello pneumatico per cercare di debellare l’infiammazione in tempi minori.

Accessori e manutenzione

Esistono tre accessori principali con cui effettuare un areosol: il boccaglio, la mascherina e la forcella nasale. Il boccaglio è lo strumento più indicato ed efficace, deve essere inserito in bocca mentre il naso va tenuto chiuso con le dita.

Tuttavia, questo metodo può essere sostituito dalla mascherina qualora dovesse risultare scomodo (soprattutto per i bambini). La mascherina non è generalmente la prima scelta perché parte del farmaco viene dispersa sulla pelle del viso e le mucose nasali funzionano come filtri – impedendo il pieno assorbimento della medicina.

In ultimo, la forcella nasale è il metodo meno utilizzato (sempre perché le mucose nasali filtrano e assorbono gran parte del farmaco) a meno di raccomandazioni specifiche da parte del medico.

Per quanto riguarda la manutenzione, è molto importante pulire e riporre in un posto asciutto e protetto tutte le componenti dell’aerosol in modo da non pregiudicarne il funzionamento e conservarlo meglio nel tempo.

La preoccupazione principale dovrebbe essere di asciugare ogni parte del dispositivo (in particolare i filtri e il foro) in modo da evitare incrostazioni o ostruzioni. I filtri, poi, dovrebbero essere sostituiti periodicamente come indicato nel foglietto delle istruzioni.

Sfatiamo i miti sulle impastatrici

Generalmente si pensa che un’impastatrice sia un apparecchio professionale destinato alle cucine di ristoranti, pasticcerie e grandi chef. Una volta, forse, era cosi. Oggigiorno, invece, le impastatrici hanno dimensioni molto più ridotte di un tempo, costi più contenuti e hanno conquistato una gran fetta di mercato: possono rendere più facile la vita di chiunque.

Che siate single o abbiate una famiglia numerosa, un’impastatrice in cucina accelererà i tempi di preparazione e vi garantirà ottimi risultati, che stupiranno piacevolmente amici e parenti.

Per un’impastatrice di qualità

Ovviamente, con tutti i modelli in vendita, i planetaria prezzi variano e anche e le loro stesse caratteristiche. Ci sono pochi semplici elementi che distinguono un apparecchio di qualità da uno scadente. Innanzitutto, un primo consiglio per scegliere una buona impastatrice, è di pensare in anticipo alla quantità di impasto che prevedete di dover preparare la maggior parte delle volte.

In commercio esistono apparecchi con una capienza che varia dai 500 grammi ai 2 chili: chi non ha una famiglia numerosa o non impasta grandi quantità di ingredienti, dovrebbe optare per un dispositivo di capienza medio bassa; le impastatrici più grandi, infatti, tendono a non lavorare bene con una quantità scarsa di impasto.

Altri dettagli che differenziano gli apparecchi tra di loro sono i materiali di costruzione (il migliore è senza dubbio l’acciaio), la potenza (espressa in Watt), la velocità (le impastatrici con vari livelli di velocità sono consigliate poiché non tutti gli impasti hanno bisogno di essere amalgamati e mischiati alla stessa velocità), e la tipologia degli accessori (ganci ad A o K per impasti medio-morbidi e ganci ad uncino per impasti più duri)

Impastatrice o planetaria?

I nomi impastatrice e planetaria possono creare confusione ai meno esperti. Sostanzialmente, entrambe hanno la stessa funzione ma la planetaria vi garantisce dei risultati migliori, soprattutto con impasti morbidi e di media durezza.

La planetaria prende il nome dal movimento rotatorio dei pianeti perché, oltre al classico movimento circolare per impastare, aggiunge un movimento di rotazione attorno al centro con cui l’impasto viene amalgamato uniformemente lungo tutti i lati del contenitore.

Questo particolare tipo di impastatrice (leggermente più costoso ma estremamente efficace) è indicato per impasti per dolci, pane, biscotti, pizza e dolci. Ma funziona anche per moltissimi altri tipi di impasto, fa risparmiare tempo, energia e lascia il tavolo e la cucina puliti.

Un’ultima variante nella categoria delle impastatrici è rappresentata dall’impastatrice a spirale: questo apparecchio è di dimensioni generalmente piuttosto grandi ed è soprattutto indicato per un uso industriale o per chi ha la necessità di impastare grandi quantità di ingredienti contemporaneamente (basti pensare che le impastatrici a spirale monofase hanno una capienza che varia dai 18 ai 50 kg, mentre quelle trifase oscillano tra i 5 e i 12 kg).

Come salvare tutti nutrienti e le vitamine della frutta con l’estrattore di succo

Negli ultimi anni c’è stato un boom di vendite di estrattori di succo. Vuoi per moda, vuoi perché effettivamente la gente ha riconosciuto la validità di questi strumenti.

Se siete tra coloro che non hanno ancora deciso se abbandonare la vecchia centrifuga e testare uno di questi nuovi prodotti, qui di seguito troverete una semplice overview sul funzionamento e le caratteristiche di questo strumento, e delle principali differenze con la centrifuga.

Come funziona?

Con l’estrattore di succo a bassi giri si produce un succo ricchissimo di nutrienti, vitamine e sali minerali. Ed è proprio il numero basso di giri di questo dispositivo che ci permette di salvaguardare i valore nutrizionali di frutta e verdura – a differenza di centrifughe e robot da cucina che, raggiungendo una velocità anche di 15000 giri al minuto, tendono a surriscaldarsi e disperdere gran parte dei nutrienti degli alimenti.

Gli estrattori di succo sono elettrodomestici piuttosto delicati e bisogna tenere a mente alcuni accorgimenti per non rischiare di rovinarli facendone un uso scorretto. Innanzitutto, mai inserire frutta intera, noccioli e bucce molto resistenti all’interno dell’apparecchio.

Ricordatevi di ridurre frutta e verdura (soprattutto quella più dura come sedano e carote) in pezzi piccoli e di rimuovere le parti più dure. I semi più piccoli come quelli di mele, pere o anguria possono essere inseriti senza problemi.

Esistono, poi, due tipi principali di estrattori di succo: verticali e orizzontali, che si differenziano principalmente per il tipo di coclea (la vite che spreme gli alimenti). In generale, i modelli orizzontali sono più adatti per i succhi di verdure, mentre quelli verticali per i succhi di frutta.

Quali sono le differenze con la centrifuga?

Qualcosa è già stato detto sulle differenze tra estrattore di succo e centrifuga, ma vediamole un po’ più nel dettaglio. La distinzione principale tra i due, da cui poi derivano tutta una serie di altre differenze, è la velocità e la potenza dei due apparecchi.

Come accennato sopra, le centrifughe raggiungono anche i 15-16000 giri al minuto, contro gli 80-100 degli estrattori di succo. Ciò significa che con le centrifughe otterremo il succo molto più velocemente ma, a causa del calore generato dalla velocità e della grande quantità di scarti, rischieremo di perdere il 20-30% del succo. Inoltre, il succo ottenuto con la centrifuga tende ad ossidarsi molto più velocemente, è più denso ed eterogeneo.

L’estrattore di succo, invece, è in grado di preservare tutti i nutrienti degli alimenti grazie alla sua azione più delicata. In aggiunta, l’estrattore è molto più semplice da pulire rispetto alla centrifuga poiché quest’ultima crea moltissimi scarti che, se non puliti attentamente e minuziosamente dopo ogni utilizzo, rischiano di intasare i filtri e pregiudicare il funzionamento dell’apparecchio.

Ecco perché’ non rinunciare ai telefoni cordless

Oramai cellulari e smartphone hanno quasi interamente sostituito la linea fissa di casa. Indubbiamente, è molto più comodo poter chiamare dove e quando vogliamo, senza le limitazioni derivanti dalla classica cornetta con il filo che tiene inevitabilmente inchiodati allo stesso punto per tutta la durata della telefonata.

Tuttavia, alcuni operatori offrono delle tariffe per la linea fissa molto più vantaggiose rispetto alla rete mobile. Perciò, se avete deciso di non rinunciare al numero fisso di casa, l’opzione migliore (e decisamente economica) è scegliere un telefono cordless.

Quasi come un cellulare

I telefoni cordless di ultima generazione sono talmente all’avanguardia da incorporare alcune funzioni tipiche dei telefoni cellulari. Infatti, alcuni cordless permettono di inviare sms, di salvare nomi e numeri in rubrica e di impostare sveglia e orologi.

Oltre a queste funzioni, un vantaggio dei cordless e della linea fissa sono i costi: gli ultimi modelli di smartphone hanno raggiunto costi esorbitanti e le bollette o i contratti mensili sono generalmente superiori ai venti euro. Il telefono fisso cordless, invece, può essere acquistato con una spesa minima e la bolletta può essere anche di pochi euro l’anno se scegliete la giusta opzione.

Rispetto al classico telefono con la cornetta, poi, il cordless rappresenta un incredibile passo avanti: vi permette di muovervi e di continuare le vostre faccende di casa mentre telefonate (proprio come un cellulare), ha un’autonomia di parecchie ore, si ricarica velocemente, e funziona anche fino a 200 metri di distanza dalla base.

Per di più, se ne avete la necessità potete facilmente trovare degli amplificatori di portata che ne aumentino il raggio d’azione e dei ricevitori supplementari con cui potrete aumentare il numero di dispositivi da cui chiamare.

A chi può essere utile?

Innanzitutto, c’è da dire che un telefono cordless può essere utile a chiunque e in ogni casa dovrebbe essercene almeno uno. Vi permetterà di tenervi in comunicazione con persone che conoscete da anni, magari anziane, che non hanno molta dimestichezza con le nuove tecnologie e che non rinunceranno mai alle classiche telefonate alla linea fissa.

Se, poi, avete un’azienda (che sia di piccole, medie, o grandi dimensioni), un telefono cordless è fondamentale per mantenere contatti professionali con clienti, fornitori e partner. Un numero di linea fissa da inserire sul vostro sito web e biglietti da visita accrescerà la vostra professionalità e reperibilità.

Inoltre, vi permetterà di tenere sotto controllo quasi tutte le comunicazioni in entrata e in uscita dalla vostra azienda e darà la possibilità a chi vi chiama di lasciare dei messaggi in segreteria telefonica qualora non riusciate a rispondere al momento della telefonata.

Infine, se avete esigenze particolari, potete trovare dei ricevitori per esterni più specifici e resistenti, con un raggio d’azione tale da permettervi di comunicare tranquillamente anche mentre vi trovare al di fuori delle mura aziendali.

Mai più senza caricabatteria portatile

Ormai tutti siamo stati soggiogati dal fascino degli smartphone e immaginare la nostra vita senza questi dispositivi è pressoché impossibile. I cellulari di ultima generazione ci permettono di chiamare, mandare messaggi, scattare foto di altissima qualità, navigare in internet, tenere aggiornati i nostri social media, comunicare con persone dall’altra parte del mondo, fare calcoli, impostare sveglie e chi più ne ha più ne metta.

Tuttavia, una grande pecca di questi dispositivi è la batteria che tende a consumarsi molto rapidamente (a seconda anche, chiaramente, dell’uso che ne facciamo) e raramente dura una giornata intera. Perciò, per ovviare a questo problema, sono stati inventati i caricabatteria portatili, per poter ricaricare il vostro smartphone dove e quando volete.

Qualche informazione essenziale

Per poter funzionare, i caricabatteria portatili devono essere caricati a loro volta. Ciò significa che dovrete periodicamente collegarli ad una presa elettrica o al vostro computer per ricaricarli. Una volta carichi, la loro durata dipende dai mAh, ovvero Milliampere –ora.

Il numero di mAh dovrebbe sempre essere verificato prima dell’acquisto in modo da avere un’idea sulla capacità di carica e sulla compatibilità con la capacità dello smartphone, tenendo comunque a mente che il numero indicato sulla confezione è generalmente superiore alla reale capacità del dispositivo.

Chiaramente, il costo del caricabatteria è direttamente proporzionale alla potenza del dispositivo. Un consiglio, però, è di non correre al risparmio quando si parla di tecnologia. In commercio esistono prodotti che sono ottimi compromessi qualità-prezzo e che sono in grado di garantirvi un risultato soddisfacente pur mantenendo dei costi contenuti.

Optare per apparecchi scadenti per risparmiare qualche euro non è mai una buona idea: un caricabatteria di bassa qualità potrebbe rompersi dopo pochi utilizzi ma, soprattutto, potrebbe danneggiare, anche irreparabilmente, il vostro smartphone e la batteria.

L’influenza degli agenti atmosferici

È molto importante tenere a mente che la performance del caricatore portatile è molto influenzata dalle condizioni climatiche. Con temperature molto alte o molto basse, la capacità di questi dispositivi si abbassa notevolmente (ma immagino vi sarà già capitato di notare come il freddo pungente e il caldo torrido abbiano un effetto terribile sulla durata della batteria del vostro smartphone – ecco, è lo stesso principio).

Tuttavia, esistono anche caricabatteria in grado di sfruttare gli agenti atmosferici. Avete pensato a cosa fareste se nel bel mezzo della giornata sia lo smartphone che il caricabatteria si scaricassero? Se non avete prese elettriche sotto mano, la soluzione ideale e più conveniente è rappresentata dai caricabatteria ad energia solare.

Questi apparecchi sono molto potenti, sicuri contro gli sbalzi di potenza e il sovraccarico, ma soprattutto sono estremamente comodi e pratici per tutte quelle situazioni in cui la batteria del vostro cellulare deciderà di abbandonarvi proprio sul più bello.

Non sottovalutate l’importanza degli idropulsori

L’igiene orale dovrebbe essere ai primi posti tra le preoccupazioni di ognuno: avere dei denti sani e curati ci garantisce un sorriso smagliante e previene problematiche come gengiviti, carie e tutta una serie di patologie fastidiose e dolorose.

Lo spazzolino classico è sicuramente efficace, ma l’idropulsore garantisce un livello superiore di pulizia e igiene. Perciò, perché non approfittarne?

Idropulsore cordless o con filo?

In commercio esistono diversi tipi di idropulsore, una prima distinzione può essere basata sul tipo di alimentazione dell’apparecchio. Infatti, esistono sia modelli alimentati ad energia elettrica che apparecchi cordless.

Generalmente, i secondi sono più comodi e pratici, soprattutto per chi viaggia molto e ha bisogno di un apparecchio di dimensioni ridotte che sia comodo e funzionale da trasportare. Tuttavia, a meno che non optiate per un modello a batterie usa e getta, gli idropulsori cordless devono essere periodicamente collegati al caricatore per essere ricaricati.

In aggiunta, i modelli senza fili sono generalmente di dimensioni ridotte e il serbatoio per l’acqua è più piccolo rispetto a quello dei modelli con il filo.

Per quanto riguarda quest’ultima tipologia, bisogna ammettere che il leggero discomfort causato dalla presenza dei fili (e dalla conseguente necessità di avere sempre una presa elettrica a portata di mano) è controbilanciato dalla maggior capienza del serbatoio, da una potenza spesso superiore, e dall’assenza del caricatore e di pile da sostituire.

Ma non è finita qui

Altri elementi fondamentali che determinano la qualità di un idropulsore sono la grandezza del serbatoio (come accennato sopra), la potenza e il numero di pulsazioni.

La capienza del serbatoio dipende dal modello di idropulsore: sarà più grande in un modello con il filo e più piccolo in un apparecchio cordless, ma qualsiasi tipologia di dispositivo dispone di un contenitore sufficientemente grande per un singolo utilizzo (indicativamente una durata di 40-45 secondi).

La potenza e il numero di pulsazioni sono indicatori molto simili tra di loro; generalmente, si pensa che più un idropulsore oral b è potente (e quindi più alto il suo numero di pulsazioni), più è efficace. In linea di massima è vero che potenza e qualità vanno di pari passo; bisogna, però, tenere a mente che non tutti hanno le stesse esigenze.

Per esempio, un apparecchio in grado di emettere un getto molto potente potrebbe non essere indicato per persone con gengive o denti estremamente sensibili; in questo caso, una potenza troppo forte potrebbe avere un effetto controproducente indebolendo ulteriormente le gengive ed esponendo la persona proprio a quelle patologie che cercava di evitare.

Per questo motivo, è importante ascoltare il consiglio dei dentisti e di orientarsi su un modello con velocità regolabile in modo che ognuno possa utilizzare il programma e l’intensità più adatte alla propria bocca e ai propri bisogni.

Un passo più vicini alla vostra forma ideale con il tapis roulant

Il tapis roulant si è ormai affermato come eccellente sostituto della corsa all’aria aperta in un gran numero di circostanze. È vero che correre su un tappeto all’interno delle mura domestiche o in una palestra non sarà mai appagante quando fare jogging all’aria aperta, in un parco, lungo un fiume o sul lungomare.

Tuttavia, non tutti hanno la possibilità di avere vicino a casa dei percorsi adatti alla corsa. E vogliamo parlare di quando fuori piove o fa freddo o volete allenarvi ma avete dei bimbi piccoli in casa da tenere d’occhio?

Per tutte queste situazioni che se verificano continuamente nella quotidianità di ognuno, il tapis roulant è la soluzione ideale che vi permetterà di restare in forma senza sprecare i pochi attimi che riuscite a ritagliarvi durante la giornata.

Sono tutti uguali?

Come potete immaginare, esistono tipologie di tapis roulant diversi, principalmente tre: il tappeto magnetico, il tappeto da camminata motorizzato e il tappeto da corsa. Il primo è il modello più semplice, sprovvisto di motore, viene attivato dalla forza impressa dal piede durante la camminata.

È disponibile solamente con il piano inclinato, la base è piuttosto scorrevole ma ha dei limiti piuttosto evidenti per quanto riguarda la velocità che è in grado di raggiungere. In aggiunta, la mancanza di ammortizzatori fa sì che un utilizzo prolungato di questo tappeto possa avere ripercussioni sulle articolazioni – in particolare le ginocchia.

Il tappeto da camminata motorizzato, invece, rappresenta una via di mezzo tra il modello di cui abbiamo appena parlato e il tappeto da corsa vero e proprio. Permette di raggiungere una velocità sostenuta e di mantenerla a livello costante. È dotato di motore elettrico ed è strutturato in maniera tale da non sollecitare troppo le articolazioni.

Infine, il tappeto da corsa è il modello più avanzato e completo. A seconda della qualità del tappeto, è in grado di raggiungere velocità più o meno elevate, non ha un impatto traumatico sulle giunture e il display (che si attiva mettendo in funzione il motore elettrico) permette di scegliere tra un vasto numero di programmi sia preimpostati che personalizzabili.

Ho problemi alle ginocchia, posso usarlo lo stesso?

Per chi soffre di problemi alla schiena e alle articolazioni, in particolare alle ginocchia, correre sul tapis roulant elettrico può risultare fastidioso. Inoltre, online o in riviste di opinione capita spesso di sentir dire che il tappeto non fa altro che peggiorare e rendere cronici questi disturbi.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. Sicuramente chi è affetto da patologie a schiena e ginocchia potrebbe avvertire dei fastidi correndo su una superficie dura come quella del tappeto. Tuttavia, tutti gli ultimi modelli sono dotati di un’eccellente struttura di ammortizzazione che riduce al minimo l’impatto sulle articolazioni.

Alcuni tappeti sono stati addirittura pensati e creati con una forma ergonomica per eliminare completamente i fastidi per la colonna vertebrale. Se, nonostante queste migliorie dei tappeti, doveste ancora avvertire fastidi, un’alternativa potrebbe essere sostituire la corsa con un programma intenso di camminata, meglio se in salita.

Controlla la temperatura con il cronotermostato

Ormai tutte le case sono dotate di cronotermostati digitali a parete con cui regolare la temperatura della stanza o dell’intera abitazione.

Non tutti i cronotermostati sono uguali e alcuni modelli sono decisamente migliori di altri per quanto riguarda il numero di programmi da impostare, la varietà di opzioni consentite e il risparmio energetico (e quindi economico) che permettono.

Come programmarli

Come tutti sappiamo, riscaldare una casa costa, soprattutto se stiamo parlando di un’abitazione molto grande e dispersiva. Perciò, ogni dispositivo ed invenzione che ci permettano di ridurre, anche solo di poco, i consumi sono ben accetti.

I cronotermostati ci permettono di impostare la temperatura in ogni stanza e possono essere programmati settimanalmente o quotidianamente. Gli apparecchi a programmazione settimanale sono generalmente più costosi ma permettono un risparmio maggiore se valutato a lungo termine.

Questa tipologia è particolarmente indicata per chi lavora tutti i giorni della settimana e che non ha quindi la necessità di riscaldare tutti gli ambienti. In questo caso, si potrà impostare una programmazione che avvii il riscaldamento poco prima che rientriate in casa – per farvi trovare una temperatura e un ambiente accoglienti – e che, magari, regoli una temperatura più alta per i weekend quando trascorrerete più tempo in casa.

I modelli migliori hanno una profondità di programmazione molto elevata. Ciò significa che potrete impostarli con una precisione al minuto, in modo da ridurre i costi al massimo e avere un controllo completo sui livelli di temperatura della vostra casa.

Per quanto riguarda i cronotermostati a programmazione giornaliera, invece, sono leggermente più economici e devono essere regolati ogni giorno. Sono indicati per casalinghe, studenti, pensionati o comunque per chiunque passi molto tempo in casa e abbia la possibilità di controllare il dispositivo quotidianamente e di impostarlo a seconda delle proprie esigenze.

Programmi all’avanguardia

I cronotermostati migliori includono una vasta gamma di programmi preimpostati che vi aiuteranno nel risparmio energetico e che vi guideranno nella personalizzazione del dispositivo. Inoltre, alcuni apparecchi sono dotati di funzione Wireless: possono, cioè, essere regolati a distanza tramite una particolare app da scaricare su smartphone o tablet.

La comodità di questa funzione è estrema e preziosa soprattutto per chi passa molto tempo lontano da casa ma vuole assicurarsi di trovare una temperatura adatta ed accogliente al momento del rientro. Vi consentiranno di massimizzare il risparmio anche qualora aveste un programma di impegni flessibile o accadesse un qualsiasi imprevisto che vi costringa a restare fuori di casa più a lungo del previsto.

In questo caso, basterà reimpostare l’orario dal vostro cellulare o tablet e rimandare di qualche ora (o mezz’ora) il momento in cui il riscaldamento verrà attaccato.

Un accorgimento, qualora utilizzaste programmi di risparmio energetico o disattivaste il riscaldamento per qualche giorno, ricordatevi di impostare l’avvio del riscaldamento per qualche ora prima del vostro ritorno per non correre il rischio di trovare la casa gelata.

Un po’ di chiarezza sul mondo dei tablet

Che i tablet siano pratici, comodi, veloci e leggeri lo sanno tutti. Ma quanti saprebbero che caratteristiche analizzare per essere sicuri di acquistare il modello migliore e più adatto alle proprie esigenze?

Lo scopo di questo breve articolo è proprio questo: darvi un’idea semplice e chiara degli aspetti da tenere in considerazione per valutare la qualità di un tablet e per decidere quale modello acquistare per uso personale.

Caratteristiche principali

A seconda dell’uso che volete farne, il tablet dovrà garantirvi o meno l’accesso a internet. Esistono sia modelli base che funzionano solamente se connessi al WiFi, che modelli più avanzati in cui è possibile inserire una SIM card per avere sempre accesso alla rete 3G.

La migliore e più veloce copertura 4G o LTE è supportata solamente dai modelli più recenti e complessi di tablet. Ma, a meno che non abbiate particolari esigenze lavorative o non tolleriate nulla di meno di una connessione iper veloce, il collegamento 3G sarà più che sufficiente per agevolarvi nelle vostre ricerche e attività quotidiane.

Ci sono altre caratteristiche che vi aiuteranno a differenziare tra diversi tipi di tablet. Innanzitutto, un buon tablet dovrebbe avere un limite minimo di autonomia. Si sa, il tallone d’Achille di tutti gli ultimi ritrovati tecnologici è proprio la batteria che si consuma molto velocemente.

Tuttavia, un tablet che si rispetti dovrebbe potervi garantire un’autonomia di minimo 5 o 6 ore prima di doverlo ricaricare. Poi, scegliete un apparecchio che vi permetta di fare foto di qualità e girare video in alta definizione. Una fotocamera frontale, oltre che quella classica, è ormai un must per poter comunicare e videochattare con Skype o altri programmi.

Scegliete, infine, un tablet con uno schermo sufficientemente grande e che si adatti alle vostre esigenze. Se il vostro scopo principale è quello di utilizzarlo per guardare film o per scaricare giochi con cui intrattenere i vostri bambini, allora uno schermo più grande vi garantirà una visione migliore.

Se invece vi interessa più che altro per il lavoro e per tenervi aggiornati sulle news, potrete scegliere un modello più piccolo, comunque efficiente ma più comodo e pratico da portare con voi nei vari spostamenti.

E il software?

Ultimo ma non ultimo, il dettaglio che fa veramente la differenza tra un modello di tablet e un altro è il sistema operativo. Le tre case principali che producono miglior tablet di qualità sono la Apple (modello iOS), Google (modello Android) e Microsoft (modello Windows).

Chiaramente ogni piattaforma offre opzioni diverse per quanto riguarda software e design; probabilmente, il modello Android è quello che offre più possibilità di scelta e varietà ma, ancora una volta, la scelta deve essere dettata dalle vostre esigenze e dovrebbe orientarsi verso il software che più vi è familiare (magari lo stesso del vostro smartphone).

Il massaggio: da trattamento a coccola

Le tensioni e lo stress accumulati durante la giornata si trasformano spesso in contrazioni muscolari, crampi e indolenzimenti.

Il corpo risponde e riflette il nostro stato psicologico ed emotivo e ci lancia dei segnali molto chiari che dovremmo ascoltare. Una delle tecniche di trattamento più antiche ed utilizzate per liberarsi da dolori muscolari dovuti ai motivi più disparati è il massaggio, di cui esistono varie tipologie.

I benefici del massaggio

Ci sono vari motivi per cui ricevere un massaggio è benefico per il nostro corpo e la nostra salute. Innanzitutto, sentirsi massaggiati e coccolati ci fa immediatamente percepire una sensazione di benessere e rilassamento.

Inoltre, il massaggio aiuta a scaricare le zone di tensione, migliora la circolazione favorendo l’eliminazione delle tossine presenti nel sangue, potenzia il sistema immunitario agevolando la circolazione del liquido linfatico ed aiuta ad eliminare le cellule morte della pelle rendendola più morbida e vellutata.

Insomma, la funzione principale di questo trattamento è l’eliminazione delle tossine che sono le responsabili di indurimenti muscolari e fastidiosi crampi e indolenzimenti.

Le tipologie di massaggio

Le tipologie di massaggio sono varie, così come sono molteplici le motivazioni per cui potremmo averne bisogno e le zone in cui la tensione tende ad accumularsi (testa, collo, spalle, schiena, gambe, piedi ecc.)

Il massaggio più classico e utilizzato è quello rilassante: la sua funzione è semplicemente di agevolare ed accelerare lo smaltimento di tossine e tensioni in varie parti del corpo. Similare è il massaggio estetico: mirato alla riduzione di gonfiori e cellulite, cerca di agire sul sistema linfatico per eliminare gli accumuli di grasso e linfa che si possono essere accumulati in varie zone.

Diverso è il massaggio sportivo: gli atleti lavorano con il corpo e devono prendersene cura quotidianamente. Per questo motivo, il massaggio sportivo è spesso considerato parte integrante dell’allenamento e si concentra soprattutto su gambe, piedi e schiena; ovvero le zone che sono sottoposte a maggiori pressioni durante lo sforzo fisico.

In questo caso, lo scopo del massaggio è di mantenere i muscoli flessibili per evitare e prevenire infortuni e di aiutare a smaltire l’acido lattico in eccesso. L’ultimo tipo di massaggio è anche il più specifico e delicato. Qualora doveste subire un’operazione chirurgica, infortunarvi o avere dolori cronici, la soluzione ideale è ricorrere a massaggi riabilitativi.

In questi casi è importante affidarsi alle mani esperte di osteopati e fisioterapisti per evitare di peggiorare le proprie condizioni andando a toccare punti sbagliati o applicando un’eccessiva pressione in zone delicate. Un massaggio riabilitativo come si deve dovrebbe darvi sollievo dal dolore ed aiutarvi a ritornare più velocemente ad una condizione di normalità.

Ovviamente, la zona in cui avete bisogno del massaggio determinerà anche la tecnica ed il tipo di approccio da utilizzare. E’ importante rispettare l’unicità di ogni parte del corpo e di trattarla nella maniera più adeguata.

Scopriamo chi sono i fashion influencer

Il mondo del fashion è costellato di ostacoli e sfide e arrivare al top non è certo facile. Soprattutto in questo periodo di crisi economica, lanciare nuove linee di abbigliamento o accessori che siano destinate ad avere successo non è facile per i giovani stilisti emergenti.

Tuttavia, esiste un metodo che sembra garantire risultati quasi immediati e un boom nelle vendite e nelle richieste di capi di abbigliamento, cappelli e borse. Qual e’ il segreto? Far indossare i propri abiti ad una celebrità.

Se riuscite a fare in modo che Kanye West, Rihanna, Jay Z o qualunque star indossi uno dei vostri capi, porti uno dei vostri cappelli, abbia al collo una delle vostre collane o al braccio una delle vostre borse e posti una foto sul proprio account Facebook o Instagram il gioco è fatto.

I pro

Senza dubbio, per i brand indipendenti avere la pubblicità e la visibilità di una star della musica o del cinema a livello internazionale è un bel salto di qualità e può portare ad aumenti istantanei e vertiginosi delle vendite e degli incassi.

È proprio il caso di alcuni brand emergenti come NASASEASON: nata dall’idea di un gruppo di adolescenti parigini che si focalizzavano inizialmente su feste ed eventi underground, racimolando abbastanza soldi per produrre una linea limitata – molto limitata.

Ma da quando Rihanna è stata fotografata indossando uno dei loro cappelli, le richieste sono salite di 50 volte tanto. Lo stesso vale per Sang Bleu e moltissimi altri marchi che sfruttano l’influenza e l’appoggio di celebrities per pubblicizzare i loro prodotti e godono del cosiddetto “Kanye effect” – da Kanye West, noto co-signer di molti brand.

I contro

Tuttavia, esistono anche dei rischi nello sfruttare in questo modo l’ondata di celebrità. Infatti, il pericolo principale è di essere semplicemente una moda passeggera, destinata a finire nel dimenticatoio una volta che la celebrity in questione decide di fare una nuova apparizione indossando capi di abbigliamento di marche diverse. O anche, si rischia che il cantante, l’attore ecc.

godano di fama passeggera o altalenante e che possano andare incontro ad ondate di disapprovazione del grande pubblico. Si sa, le star sono molto volubili, lunatiche ed altalenanti, e molto spesso hanno comportamenti discutibili.

Perciò, se la vostra fama è strettamente legata alla popolarità di un personaggio pubblico, sarete sempre in bilico tra approvazione e disapprovazione delle masse che non esiteranno a voltarvi le spalle qualora il loro beniamino decida di compiere qualche colpo di testa.

Per questo motivo, affidarsi a fashion influencer per lanciare la propria linea sembra una strategia vincente, ma è necessario creare una struttura e una personalità del brand sufficientemente solide da poter sopportare gli sbalzi di umore della celebrity ed eventuali voltafaccia del grande pubblico.